Neve, sedia a rotelle e asilo

Oggi nevica. La cosa non è strana visto che nevica ovunque al centro nord.
Strano è sentirsi dire dalle maestre dell’asilo “tenete i cellulari a portata di mano che se il Comune decide di chiudere la scuola dovete venire a prendere i bambini”.
Nella mia testa, quando mi hanno riferito questa frase, sono arrivate mille domande.
La prima. Da mamma che ha sempre lavorato ho pensato a come avrei fatto io, che lavoravo in un call center, se mi avessero chiamato per dirmi che dovevo andare a prendere Andrea. Avevo il cellulare nell’armadietto e il numero alternativo che hanno è quello di mio figlio, che in questi giorni è in Francia con la scuola. Inoltre io abito ad Arezzo dove non ho parenti. Ne amici a cui avrei potuto chiedere di andarla a prendere.
Seconda domanda. Ma io, in sedia a rotelle, che per muovermi dipendo sempre da qualcuno, con la neve come avrei fatto, se non fosse per l’associazione l’Ancora che ogni giorno porta a scuola Andrea Chandra, a portarla da qualche parte? Lo scorso anno andava a scuola vicino casa, 300 metri o poco più.
E peggio mi sono sentita al pensiero che oggi possa squillare il telefono e sentirmi in dovere di chiamare l’associazione che magari è impegnata in altro per portare a casa la mia bambina.
Ma il Comune queste cose le pensa ? O crede che tutte le mamme siano munite di auto e sempre a casa?
Va bene la donna sottomessa, ma non esageriamo.
La scuola è un diritto ed è un servizio pubblico. Non può essere interrotto per pochi centimetri di neve. Non nel 2015.

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