Storie ordinarie con Tiemme ad Arezzo

Fermata autobus. Autista al telefono ‘non mi vede alla fermata’ e deve perdere tempo per fare manovra e avvicinarsi al marciapiede perché hanno questa strana abitudine di fermare in mezzo alla strada. Poi scende per aprirmi la pedana anche se era di quelle elettroniche. Quindi risale e riesco a salire sul bus. È già mezzo miracolo. Avvisiamo di dove dobbiamo scendere. Per evitargli altre manovre. Lui si rimette al telefono. Arriviamo alla fermata. Sempre al telefono. Apre le porte fa scendere i normodotati. Chiude le porte. ‘Aprirà la pedana’ penso. E faccio un segno con la mano verso lo specchietto. Stavo ringraziando e lui riparte. Alzo la voce e riconfermo di voler scendere. Lui sempre al telefono inchioda. Mi dice che c’era il pulsante per la fermata. Peccato avesse dimenticato di attivare la pulsantiera. Gli faccio notare che non può guidare un mezzo pubblico stando al telefono. Nemmeno con auricolare. Sbuffa. Apre la pedana e scendo. Storie di ordinaria amministrazione con Tiemme ad Arezzo

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