Diario di una sclerata – 9 marzo 2016 -Notte e parestesie

Perché la notte è il momento più duro. Quando tutto tace e tu resti da sola nel tuo letto a fissare il buio sperando che le parestesie che ti prendono passino alla svelta.
Già. Perché la cosa più brutta è restare ferma nel letto a fissare il buio con questo “fastidio” che ti prende gamba e braccia e non poter fare nulla.
Non puoi leggere perché la posizione non ti permette di stare comoda e le braccia non reggono il peso di un libro e la luce darebbe fastidio a chi vuole dormire.
Non puoi ascoltare musica perché, anche se con le cuffie non dai fastidio a nessuno, non risolvi il problema della posizione delle braccia e dell’immobilità che peggiora la parestesia.
Ci sono periodi in cui fila tutto liscio e altri in cui pare che ci si mettano tutte insieme. E le parestesie fioccano. Soprattutto se hai avuto una giornata piuttosto agitata, “di corsa”.
La sera ti fermi, ti rilassi e… ti ritrovi a non poter stare a letto anche se dormiresti volentieri.
A voi capita? Cosa fate in questi casi? Sono curiosa di sapere, di vedere se trovo qualcosa di nuovo per occupare il tempo che, la notte, sembra non passare mai.
 

6 thoughts on “Diario di una sclerata – 9 marzo 2016 -Notte e parestesie”

  1. Cavolo quanto hai ragione..di notte per il mio dolore al braccio che mi porta anche rigidità all’arto e alla mano, mi alzo, cammino un po’ in salotto e cucina e quando non resisto più cerco la posizione migliore che riesco a trovare sul divano e mi perdo a guardare facebook o le mail..o i giochini stupidi del tel. , tenendolo solo con una mano e facendolo cadere ogni tanto…(con una mano sola non è semplicisimo giocare).. aspettando che tutto passi e che la palpebra pesante si chiuda..ma è dura..stanotte per esempio ho dormito 3 ore spezzettate… sono uno zombie al lavoro….. buona fortuna anche a te….

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