Allergia alimentare: disabilità invisibile

Capita a volte di ritrovarsi a pensare alla parola disabilità e immaginarsi come prima cosa una sedia a rotelle. In realtà disabilità non vuol dire non sapersi muovere sulle proprie gambe, a volte, anzi, spesso, la disabilità non si vede. E io ne sono, di nuovo, una prova. Immaginatevi di accompagnare un vostro amico in ospedale, per una visita, e già che ci siete dirvi “passo a far vedere questa cosa all’allergologo, così magari mi cambia terapia” ed uscire dopo 20 minuti di colloquio con il dottore con un elenco di alimenti che non potete più mangiare e la frase “è fortuna che quell’edema che le è uscito sul piede non le è uscito in gola. Mi raccomando, mi faccia sapere”. Cosa? Cosa devo farle sapere ora? E ritrovarsi dopo un’ora perse tra i corridoio del supermercato, alla ricerca di qualcosa che si possa mangiare con allergie. Perché non basta avere allergia all’erbacce, graminacee, rampicanti, polveri, muffe. No. Ci voleva anche un’allergia alimentare a una serie di alimenti correlati che ti rendono la spesa impossibile.

Mi hanno fotografata in bagno: e adesso?

Ebbene si, è successo. Prima o poi sapevo sarebbe successo. Era un rischio che avevo previsto. Ormai mi fermano per strada perché mi riconoscono (si, me la sto tirando un pochino), figuriamoci se si facevano scappare un’occasione così. E del resto, quando mi ricapita di essere fotografata in bagno? 

Scrivere libera. La libertà del 2 maggio e dello scrivere su quattro ruote

Eccomi qua. Vi racconto cosa vuol dire scrivere sulle rotelle. Perché è letteralmente quello che faccio. Quante volte avete visto delle mie foto con il cellulare in mano seduta sulla mia quattro ruote motrici (più una, perché senza il Triride non andrei da nessuna parte)? Scrivere in libertà. Ecco cosa vuol dire. Scrivere libera.

BIT 2018: nuovi amici e le solite disattenzioni ai disabili

Siamo nel 2018 e ancora in Italia la situazione è ferma. Almeno stando ad ascoltare i vari espositori alla BIT che si è aperta ieri. I disabili, quelle cose strane che si muovono con una sedia a rotelle, con un bastone o un cane, insomma quelli a cui rubate il parcheggio spesso e volentieri, sono anche qui. Oltre a me ne ho visti altri, abbiamo chiacchierato e sorriso (senza alternative almeno prendiamola sul ridere) delle tante mancanze che il mondo del turismo ancora ha nei nostri confronti.

Microchip sottocutaneo? Io lo metterei subito

Certo se parliamo di microchip sottocutaneo gli animi si scaldano subito. Ma quando mi capitano questi momento di ‘buio’ (in senso figurato ma anche reale e concreto), mi accorgo di quanto la tecnologia sia un aiuto importante e mi diventa sempre più difficile capire chi della tecnologia vede solo cose cattive.

Blogging Breakfast: divertimento, network e professionalità

Chi ha detto che non si può essere professionali divertendosi? Perché dobbiamo essere per forza seriosi, bacchettoni, impacchettati ogni volta che parliamo di lavoro? Ieri, a Viareggio, al Blogging Breakfast organizzato da Silvia Ceriegi, ho avuto la dimostrazione, l’ennesima, che si può lavorare professionalmente divertendosi e, in questo caso, facendo colazione insieme.

Tutte le novità del 2018

Eccoci qua. Finalmente è iniziato il nuovo anno. Lo aspettavano in tanti. Quindi credo che ora in tanti saranno felici. Lo siamo anche noi. Io e Andrea Chandra, lei in particolare. E’ ancora nella fase in cui vorrebbe stare sveglia fino a mezzanotte, per “vedere l’anno nuovo”, e poi crolla sul divano e se la svegli per farle vedere i fuochi d’artificio ti guarda storta.

2017 tante soddisfazioni e #sempreavanti

Sta finendo. Molti non vedevano l’ora. Il 2017 ha ormai le ore contate. Qualcuno già festeggia. Io non sono mai riuscita a vedere il 31 dicembre come la fine di qualcosa e l’inizio di altro. Per me, che ormai ho capito di essere un po’ fuori dalle regole “standard”, si azzera tutto a fine agosto, quando poi ricominciano le attività varie. E fare bilanci non è mai stata un’attività particolarmente interessante per me. Ma il 2017 è stato un anno eccezionale, sotto tanti punti di visa. Non posso non raccontarvelo.

È ufficiale: Mamma Ha Le Rotelle è in viaggio

Sembra solo ieri che mi veniva detto che avrei dovuto usare per il 90% del mio tempo la sedia a rotelle. Eppure sono passati più di 4 anni. E questi 4 anni ho voluto raccontarveli. Almeno per farvi capire che io non sono le mie ruote.